Reagire alle offese: usiamo cuore e neuroni

Ho un gran bisogno di scrivere in questo periodo. È il veicolo migliore che la mia personalità ha a disposizione per esprimersi, per dipanare matasse di pensieri, per calmare il mio cuore che batte come un tamburo africano.

E lo faccio qui, benché riservata, perché qui so che non perderò mai la memoria di quanto succede. Un fuoco non brucerà un diario o un gatto nn lo mangiucchierà, il tempo non scolorirà lettere d’amore o fax importanti di tanti anni fa. Qui tutto resta. E poi, a dirla tutta, se legge o nn legge qualcuno a me non fa differenza. Ciò che conta è la memoria del mio vissuto di cui non voglio dimenticare gli avvenimenti segnanti.

E così oggi, mentre andavo in centro, improvvisamente ho sentito per strada un gran fracasso: un camion aveva investito una bici: era proprio tra le ruote del camion. Sotto. Tutta attorcigliata.

In situazioni d’emergenza sn sempre pronta se so cosa fare. Fredda, glaciale ed operativa (poi cala l’adrenalina ed è un casino eh! Nn sn wonder woman 🙂 crollo come tutti i comuni mortali 🙂 ) : un nano secondo e stavo già parlando col 118: “elena Battaglia, milano, camion ha investito bici in via…

E mentre stavo parlando col 118 un uomo, nn so se il guidatore o l’investito mi ha urlato: “ma fatti i cazzi tuoi troia. Ce la vediamo tra noi uomini”

Ed è in momenti come qst che il cervello-matassa si dipana e ti fai delle semplicissime domande che ti aiutano a sentirti meglio.

E sn le seguenti:

– ma non ti sei accorto che volevo solo dare una mano?

– ma lo sai che NOI DONNE siamo esseri evoluti, molte con una più che discreta cultura e posizione socio-lavorativa e siamo quindi in grado di gestire situazioni complesse, stressanti e siamo dotate di problem solving?

– ma lo sai, piccolo omuncolo che non sei altro che probabilmente ti rivolgi così alle donne perché hai problemi di autostima? Ce lo avrai piccolo o non ben funzionante posso supporre.

Tutto ciò – sottolineo – perché volevo dare una mano? Sai cosa vuol dire essere solidali? Essere aiutati o aiutare? Sai che scambio emotivo si crea? Sai il senso di comunanza, vicinanza, supporto? Sai che aiutare ed essere aiutati non ti fa sentire solo?

No, non lo sai. E me ne dispiaccio. Perché ti perdi una grande fetta di umanità. Probabilmente non te l’avranno insegnato o sei talmente arrabbiato col mondo da non distinguere amici da nemici.

Una signora ha visto i miei occhi visibili dalla mascherina e mi ha rincuorato: nn se la prenda, mi ha detto, sarà l’adrenalina.

L’adrenalina un cazzo. Avrà tutti i problemi di qst mondo ma qst è sessismo oltre che incapacità di accettare l’aiuto altrui.

Però, qui lo dico e qui lo nego perché so come sono fatta, la voglia di intervenire e dare una mano passa se ti imbatti in simili figuri..no?

E così mi sono scusata col 118, ho interrotto la comunicazione e sono andata a fare la mia solita seduta di beauté.

Al rientro c’erano vigili e pompieri che regolavano il flusso del traffico causa camion fermo.

Io la mia parte l’ho fatta. As usual. Chi mi ha dato della troia un po’ meno…ma la ruota gira e soprattutto è mia responsabilità il come rispondo ai comportamenti altrui. Non ho potere sugli altri e a loro sta la responsabilità del loro cammino personale.

Pubblicato da Elena Battaglia

Amante della Vita e delle occasioni che ci offre con le sue stupefacenti sorprese. Con 8 animali di occasioni da cogliere ne ho!

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora