Anni di studio di recitazione e di lavoro su me stessa (segno x antonomasia di essere umano che sa e vuole mettersi in discussione) mi hanno insegnato ad accettare le cadute ed i momenti bui.
Fanno parte della Vita ed è inutile non ascoltare le inevitabili emozioni negative e dolorose, mettere un tappo-facciata di “va tutto splendidamente” e far finta di niente.
Se sei in una fossa restaci. Stai. Ascoltati. Che qualcosa di buono ne uscirà.
Ieri è stata una giornata infernale per me, provata da un mese e mezzo di sfighe una dietro l’altra che tento di affrontare sempre con forza, dignità, equilibrio e coraggio.
Vi dico una cosa: la solitudine ha due facce. Quella della libertà e dell’indipendenza e quella del non potersi permettere – se non con gli intimi – di crollare e poggiare per un breve lasso di tempo il peso delle responsabilità che, in quanto solo, si è abituati a portare sulle proprie spalle.
Io mi reputo – nonostante la Vita con me non sia stata proprio clementissima – una donna molto fortunata.
Se ieri non ci fossero state le mie amiche storiche, rapporti che vanno avanti da 20 e più anni, non so come ce l’avrei fatta.
Il tutto, ovvio, è amplificato dal fatto che sono già in una condizione di salute m.to precaria quindi qualsiasi evento esterno fa più male del solito.
Ma ciò che mi è successo ieri mi avrebbe fatto male comunque. Mi conosco. So i punti metaforici del mio corpo che, se getti sale, ululano di dolore
Di quei dolori che solo il caldo abbraccio di chi ti vuole bene e ti conosce da una vita può lenire un po’ e farti riprovare la sensazione di famiglia.
Di quei mali che solo un bel cazziatone telefonico dalle amiche marchigiane e bolognesi ti fanno cominciare a vedere gli eventi anche da un’altra prospettiva.
Certo, resta il fatto che devo prendermi cura di me e della mia salute, più che mai provata. Ma per fortuna esistono i medici, gli affetti veri, le persone che mai te lo saresti aspettato ma ti danno una parola di conforto ed il mio zoo sensibile che, anche adesso che sn sul divano persa in pensieri funesti, mi è appiccicato.
Xche per me, orfana e figlia unica, la famiglia sono le amicizie che mi sn costruita negli anni.
E sono i miei animali. Che sentono tutto. Nn sarebbero animali altrimenti. E cosi ieri sera, sul letto, sono voluti venire tutti. Anche Dobby e Gemma che di solito si fanno i cavoli loro in giro per casa.
Io lo so che i periodi tosti sono delle parentesi. L’ho verificato durante la mia Vita. E so che dopo, se si ha la voglia e l’onestà intellettuale di mettersi in discussione, si evolve e nasce un nuovo sè migliore del precedente.
Certo, adesso è tutto m.to buio e difficile. Ma ho sempre avuto la pala in mano pronta a spalare merda. Credo continuerò a farlo fino alla fine dei miei giorni perché ho scelto la strada evoluzionistica di darwin.
Degli altri poco mi importa, li accetto, semplicemente perché non ho potere di cambiamento se non su di me.
Supportata – e qst è la grande forza che mi ha regalato la vita – da amicizie straordinarie che ci sono. Restano. Mi amano e con le quali c’è un interscambio continuo e paritetico di affetto. Di supporto nei momenti tosti, di gioia in quelli wow.
In questo periodo ho bisogno di abbracci, di gesti di amore, di calore condiviso. E come sempre succede, la mia famiglia bipede e quadrupede era con me. I miei cuori c’erano. Come io d’altronde ci sono per loro. Sempre.
Il resto passa. E gli darò sempre meno valore emotivo.








